Come sarà il futuro dei finanziamenti dell’UE per i diritti delle donne dopo Covid19?

Nonostante risultati significativi ottenuti su politiche e finanziamenti per i diritti delle donne, le OSC non dovrebbero astenersi dal chiedere di più e meglio alle istituzioni nazionali ed europee.

Lo scorso 15 gennaio, ActionAid International Italia Onlus ha organizzato un webinar con la partecipazione di due eccellenti relatrici: Chiara Cosentino, Responsabile Politiche e Advocacy di End FGM European Network, e Jessica Nguyen, Officer Politiche e Campagne di European Women’s Lobby. I temi discussi hanno riguardato il Piano finanziario pluriennale (bilancio comunitario) 2021-2027 e in particolare il Programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori, gli impatti del Covid19 sui diritti delle donne e sui relativi finanziamenti e il ruolo di lobby e advocacy delle organizzazioni della società civile a livello europeo.

Per quanto riguarda il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori, le negoziazioni sono iniziate nel 2018 e hanno visto numerosi passi avanti e indietro. Secondo Chiara Cosentino, le organizzazioni della società civile (OSC), sostenute dal Parlamento Europeo, hanno svolto un ruolo fondamentale nel garantire che i fondi per questo programma venissero reintegrati e arrivassero all’attuale importo di 1,5 miliardi, più vicino a quanto inizialmente auspicato: 

Ancora una voltanoi, organizzazioni della società civilesiamo sulle barricate perché non veniamo consultate dalla Commissione europea nella fase di programmazione. Al contrario, l’UE sta conducendo all’esterno consultazioni con le organizzazioni della società civile. 

L’UE ha compiuto progressi significativi verso una maggiore democrazia paritaria a partire dall’elezione di Ursula von der Leyen come prima presidente donna della Commissione europea, all’entrata in vigore della Direttiva UE sull’equilibrio tra lavoro e vita privata fino alle azioni chiave e agli impegni assunti nella Strategia sull’uguaglianza di genere 2020-2025. Tuttavia, secondo l’ultimo Indice sull’uguaglianza di genere dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), procedendo al ritmo attuale il raggiungimento dell’uguaglianza è a 60 anni di cammino.  

Ma, possiamo davvero incolpare il Covid19 per averci ulteriormente ritardato? E’ innegabile che ci sia stato un impatto della pandemia sul godimento dei diritti socio-economici delle donne, essendo queste ultime altamente rappresentate nei settori di lavoro maggiormente colpiti come l’assistenza sanitaria, la ristorazione e il commercio al dettaglio; sul forte aumento della violenza di genere e in particolare della violenza domestica, nonché sulla riduzione dello spazio per i diritti delle donne. “Sfortunatamente, le questioni che limitano i diritti delle donne purtroppo non sono nuove quantopiuttosto, persistenti” – dice Jessica Nguyen – “Ciò che abbiamo visto come risultato del Covid19 è che i diritti delle donne sono usciti dall’agenda politica in molti Stati nella risposta alla pandemia.  

In conclusione, per reagire ai contraccolpi sui diritti delle donne, le OSC dovrebbero intraprendere le azioni necessarie sia a livello nazionale che europeo per garantire che siano in atto meccanismi di accountability adeguati e che la promozione dei diritti e dell’uguaglianza diventi un prerequisito per accedere ai fondi dell’UE. È fondamentale garantire l’adozione di un duplice approccio: azioni mirate per l’uguaglianza di genere, da un lato, e integrazione della dimensione di genere in tutti i settori politici, dall’altro.  

Questo webinar ha rappresentato un’importante opportunità di scambio e condivisione tra tre diverse organizzazioni allineate sul tema. Se sei interessato/a a comprendere il lavoro che ActionAid sta svolgendo sui diritti delle donne attraverso progetti, attività di advocacy e lobby, visita il nostro sito web o mettiti in contatto con noi europe.ita@actionaid.org per discutere collaborazioni e partnership. 

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